Categoria: Seminari e Convegni
Stato: Corrente
18-20 maggio 2022

L’ORDINE DI MALTA E LA LINGUA D’ITALIA. ARCHITETTURA E TEMI DECORATIVI DALLA CONTRORIFORMA AL SETTECENTO Convegno Internazionale, Accademia Nazionale di San Luca Roma

ore 9:30-18:00 - Piattaforma Zoom e in presenza presso Accademia Nazionale di San Luca Palazzo Carpegna, piazza dell'Accademia di San Luca, Roma)



A cura di
Federico Bulfone Gransinigh
Valentina Burgassi
Daniel K. Gullo
Alessandro Spila

Con il patrocinio di
Politecnico di Torino
Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara
Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma
Malta Study Center
Hill Museum & Manuscript Library (HMML)
Associazione Scientifica “Palazzo Cappello”.
Centro Internazionale per la Ricerca ed il Restauro degli Apparati Decorativi Barocchi e Neoclassici
Centro di Ricerca CSELT di Torino (Centro Studi E Laboratori Tecnologici Sulle Innovazioni Tecnologiche Del Nuovo Millennio) e Accademia Nazionale di San Luca

Con il supporto di
Politecnico di Torino
Dipartimento di Architettura e Design
Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Dipartimento di Architettura

L’evento si terrà in presenza presso Accademia Nazionale di San Luca
Palazzo Carpegna, piazza dell'Accademia di San Luca 77 00187 Roma) e online sulla piattaforma Zoom al link

dalle ore 9.30 alle ore 18.00
Informazioni sul sito

Abstract
Questa tre giorni di studi e confronti ruota attorno all’Ordine di Malta quale committente e Ordine religioso, militare e nobiliare, capace di influenzare, tramite i suoi membri, cambiamenti e scelte in campo artistico, qui considerati limitatamente agli ambiti architettonico e decorativo dalla “Controriforma al Settecento”.
Gli obiettivi rientrano sia in un esteso quadro di rivalutazione della committenza e del profilo artistico di alcuni membri dell’Ordine di Malta appartenenti a famiglie dell’aristocrazia italiana, sia nell’ambito degli studi sull’Ordine stesso come istituzione statuale, capace di instaurare scelte artistiche virtuose. Le figure e le opere indagate permetteranno di comprendere l’approccio all’architettura e alla decorazione viste come elemento di rappresentanza e di relazione fra luoghi, artisti e committenti legati, ognuno, dalla presenza costante di quest’ordine millenario. Un momento di riflessione sui rapporti fra la penisola italiana e l’Ordine Gerosolimitano, committente emblematico – attraverso la figura di Giovanni Battista Rezzonico, allora Gran Priore di Roma – della maggiore opera architettonica di Piranesi, la chiesa di S. Maria del Priorato e l’annessa villa sull’Aventino, si pone poi in sintonia con le celebrazioni del terzo centenario della nascita di Piranesi che si svolgono a Roma tra 2020 e 2021.
Oltretutto, a dispetto della grande rilevanza, lo studio della storia dei cavalieri stessi in età moderna resta ancora alquanto incompleto: la dispersione documentaria, sia per i diversi cambi di sede, sia a seguito della soppressione degli ordini religiosi,
rende difficile in molti casi la ricerca e l’identificazione delle fonti, sparse negli Archivi di Stato di tutta Europa. Dal punto di vista architettonico, le stesse indagini in situ (archeologiche e stilistiche) soffrono della mancanza di comparazione vista la
diffusione territoriale del vastissimo patrimonio, che rende talvolta ardua l’identificazione di una possibile identità visiva dell’istituzione perseguita a livello europeo.
L’area geografica d’indagine nel corso di queste giornate sarà limitata alla Lingua d’Italia, la più sviluppata fra le Lingue dell’Ordine (comprendendo sette Gran Priorati: Roma, Lombardia, Venezia, Pisa, Capua, Barletta e Messina) pur non
essendo la più antica. Lungi pertanto dal voler essere esaustivo, ma anzi assai circoscritto negli ambiti cronologici e territoriali, questo convegno mira a rappresentare un primo tassello di un programma di possibili studi sul patrimonio
dell’Ordine di Malta in età moderna, raccogliendo interventi da parte di esperti che si sono imbattuti, o si stanno misurando, in ricerche su un parterre artistico e architettonico a oggi presente come monumentum diffuso, disseminato e profondamente legato alle storie locali, ma facente capo al contempo a una più ampia chiave identitaria di fondamentale importanza per la storia europea.
L’ambizione è altresì di dare vita a un progetto di ampio respiro che possa rivalutare e aggregare gli studi sin ora frammentari in questo settore, avviando una possibile rete di competenze estesa a livello internazionale.